LE Miniere / Mines


Storia La Toscana Nord Ovest, ed in particolare l’area apuo-versiliese nei Comuni di Pietrasanta e Stazzema, presenta giacimenti mineralogici prevalentemente a galena argentifera (Pb-Zn-Ag) e minerali ferrosi come pirite±barite±ossidi di ferro, ma anche depositi minori di rame e oro (Cu-Au) e infine cinabro (Hg).

La varietà e abbondanza delle risorse minerarie le ha rese oggetto di estrazione, lavorazione e commercializzazione sicuramente dal periodo alto medioevale come attestato dalla documentazione archivistica. Il forte interesse per il loro controllo da parte di consorterie longobarde e le città di Lucca, Pisa, Genova e Firenze fu motivo di aspre battaglie fino al Rinascimento quando la famiglia Dei Medici, con il Lodo di Papa Leone X (1513), acquisí il totale dominio dell’area. Per alcuni decenni Cosimo I promosse in modo sostanzioso la coltivazione mineraria dell’Alta Versilia, che poi abbandonò a favore delle miniere della Toscana meridionale.

Nei secoli successivi vi furono sporadici interventi di escavazione mineraria, mentre  l’estrazione su larga scala vede i suoi esordi nella seconda metà dell’ ‘800 protraendosi fino ai primi anni ’90 del secolo scorso, quando le miniere vennero definitamente chiuse.

History The northwest of Tuscany, in particular the Apuan-Versillian area now in the Municipalities of Pietrasanta and Stazzema, has mineral deposits mainly of argentiferous galena (Pb-Zn-Ag) and ferrous minerals like pyrite±baryte±iron oxides, but also minor deposits of copper and gold (Cu-Au) and finally cinnabar (HgS).

The variety and abundance of the mineral ressources led to early extraction, smelting, and trading, and is attested at least from late Medieval times by archival documents. Indeed competition for control over the mineral resources between Langobard nobles and the cities of Lucca, Pisa, Genua, and Florence led to series of fierce battles until the Medici family – with the grant by pope Leo X in 1513 – acquired complete control with the region. For many years Cosimo I de’ Medici promoted mining activities in Upper Versilia, subsequently shifting to mines in southern Tuscany.

The following centuries witnessed only sporadic mineral exploitation, but extraction on a larger scale began in the early 19th century, and continued until the 1990s when the mines were definitively closed.

Malgrado i numerosi pozzi e gallerie presenti in tutta la regione non vi è certezza della presenza di miniere antiche, ma essendo l’escavazione avvenuta a rapina lo sfruttamento minerario protratto nei secoli ha verosimilmente cancellato le tracce dei periodi più remoti. Di queste rimangono alcune menzioni da parte di storiografi e ingegneri ottocenteschi che segnalano iscrizioni romane ed etrusche sulle pareti di alcuni cunicoli.

Despite numerous shafts and tunnels throughout the region there is no certainty of the presence of ancient mines, since later mining activities over the centuries has likely erased traces of the earliest periods. Nineteenth-century historians and engineers have mentioned Roman and Etruscan inscriptions on the walls of some of the shafts.

Documentazione archeologica Archeologicamente dobbiamo sottolineare che la documentazione è eterogenea in quanto proveniente da ritrovamenti  occasionali e ormai datati, tuttavia tra i reperti emergono elementi indicativi di un interesse metallurgico.

Per il Bronzo Tardo è attestata la presenza di uno stampo di fusione di coltello proveniente da un abitato posto proprio sopra il paese di Valdicastello, geograficamente ubicato sulla summità di una vallata alle pendici delle Alpi Apuane, dove alle sue spalle si trovano i primi giacimenti minerari.

Un secondo contesto archeologico indicativo è un ripostiglio di oggetti bronzei, armi, utensili e gioielli (ca. 40 Ripostiglio di Colle alle Banche) rinvenuto nelle vicinanze del paese con materiali databili tra XI e VII sec. a.C.  Infine allo sbocco della vallata di Valdicastello sulla piana, è stata rinvenuta un’ampia necropoli ligure apuana datata all’età del Ferro (VII sec. a.C.) con presenza di numerosi oggetti in metallo nei corredi funerari, di cui oggi rimane unicamente una descrizione e un rilievo grafico effettuati durante il rinvenimento nel 1861.

Archaeology Archaeologically we must emphasize that the documentation is heterogeneous since it comes from occasional and now-dated finds, however, elements indicative of metallurgical interest emerge among the finds.

For the Late Bronze Age there is the evidence of a mold for a knife from a settlement just above the village of Valdicastello, geographically located on the summit of a valley on the slopes of the Apuan Alps, where the first mineral deposits are located behind it.

A second indicative archaeological context is a repository of bronze objects, weapons, tools and jewelry (ca. 40, from Ripostiglio di Colle alle Banche) found in the vicinity of the village of Valdicastello with materials datable between the 11th and 7th centuries BC.  Finally, at the outlet of the Valdicastello valley on the plain, a large Apuan Ligurian necropolis dated to the Iron Age (7th century B.C.) was found with the presence of numerous metal objects among the grave goods, of which only a description and a graphic relief dated to the year of discovery, 1861, remains today. 

Nuove scoperte Recentemente un nuovo progetto di survey è stato attivato in quest’area da parte di ArcheoVersilia aps in collaborazione con la Soprintendenza ABAP di Lucca, all’interno del quale sono stati individuati sia a Valdicastello (Pietrasanta) che nel vicino paese di Cardoso (Stazzema) nuovi siti archeologici ubicati in prossimità delle zone minerarie e lungo percorsi viari dove è comune la presenza di abbondanti scorie di metallo (piombo e bronzo), piccoli lingotti e oggetti bronzei. 

In particolare nella valle di Valdicastello si è identificata un’area di probabile lavorazione metallurgica in cui sono state localizzate 4 officine. Indicativa è la presenza di monete sannitiche, campane e fenicio puniche di III sec. a.C. che evidenziano l’appartenenza del sito ad un network di traffici commerciali di lunga distanza oltre che dell’arco cronologico degli edifici di lavorazione. 

Le ricerche sono ancora in una fase iniziale ma senza dubbio questo territorio della Toscana Nord Ovest ancora archeologicamente poco conosciuto, sembra avere un ruolo chiave nei traffici commerciali dei metalli nell’antichità, sia per la presenza di risorse minerarie (si menziona che tra il 1833 e il 1851 a Valdicastello si estraeva galena ad altissimo rendimento, 4kg a tonnellata) che per la posizione geografica cosí facilmente accessibile dalla costa, situata a soli 3km dalla valle e raggiungibile fino al Rinascimento attraverso il fiume Versilia, poi deviato all’interno delle opere di bonifica della famiglia dei Medici.

New discoveries A new survey project was recently launched in this area by ArcheoVersilia APS in collaboration with the Soprintendenza ABAP of Lucca, during which new archaeological sites were identified both in Valdicastello (Pietrasanta) and in the nearby village of Cardoso (Stazzema) near mining areas and along road routes where abundant metal slag (lead and bronze), small ingots, and bronze objects are commonly found.

In particular, in the Valdicastello valley, an area likely used for metallurgical processing has been identified, where four workshops have been located. The presence of Samnite and Phoenician-Punic coins from the 3rd century B.C. is significant, indicating that the site was part of a long-distance trade network as well as the chronological period of the processing buildings.

Research is still in its early stages, but this area of northwestern Tuscany—which remains largely unexplored archaeologically—undoubtedly appears to have played a key role in the ancient trade of metals, both due to the presence of mineral resources (it is noted that between 1833 and 1851, galena was mined in Valdicastello with an extremely high yield of 4 kg per ton) and its geographical location, which was easily accessible from the coast—situated just 3 km from the valley and reachable until the Renaissance via the Versilia River, which was later diverted inland as part of the Medici family’s land reclamation projects.