La valle di Valdicastello – valley


L’occupazione umana dell’area è documentata fin da epoche remotissime. Le prime attestazioni risalgono al Neanderthal mentre per le epoche più recenti una frequentazione della valle è attestata nel Neolitico Finale, nell’Età del Bronzo Tardo e in quella del Ferro con insediamenti, aree di produzione metallurgica e in una necropoli.

Questa continuità insediamentale è legata sia alla posizione geografica, essendo la valle un ampio accesso dalla costa verso l’hinterland montano, sia alle risorse minerarie abbondanti già nelle prime pendici delle Alpi Apuane che chiudono la vallata a est, e nella regione retrostante dove sono stati rinvenuti e estratti in particolare minerali di galena argentifera e minerali ferrosi, ma anche cinabro, rame e tracce di oro. 

La loro raccolta e coltivazione doveva inserirsi all’interno di un ampio network commerciale di cui sono ancora parzialmente visibili le tracce archeologiche. 

I Romani chiamarono questa valle vallis bonae, toponimo presente nei documenti del Medioevo.

Human occupation of the area has been documented since very ancient times. The first attestations date back to the Neanderthals, but an occupation of the valley is attested at the end of the Neolithic, in the Late Bronze Age and in the Iron Age both in settlements and in areas of metallurgical production or in a necropolis.

This settlement continuity is linked both to the geographical position, the valley being a wide access from the coast to the mountain hinterland, and to the abundant mineral resources from the first slopes of the Apuan mountains close to the valley, and in the region behind it where argentiferous galena minerals and ferrous minerals, but also cinnabar, copper and traces of gold have been extracted. 

Their collection and extraction must have been part of a large commercial network of which archaeological traces are still partially visible

The Romans called this valley vallis bonae, a toponym present in the Middle Ages.


LA PIEVE DI SAN GIOVANNI E SANTA FELICITA

All’inizio del Medioevo venne qui edificata un’importante Pieve (dal latino plebs caratterizzata dal fonte battesimale – 855) che aveva sotto la sua giurisdizione tutta l’area costiera fino a Luni. 

At the beginning of the Middle Ages, an important parish church Pieve (from latin plebs caracterised by the baptismal font) was built here (855) which had the entire coastal area up to Luni under its jurisdiction.

L’edificio, malgrado i ripetuti restauri eseguiti nel tempo, ha mantenuto la propria bellezza architettonica originaria amalgamando lo stile romanico, al longobardo, ad elementi cinquecenteschi e seicenteschi come l’adiacente pozzo opera dell’artista pietrasantino Giuseppe Stagi o moderni come le formelle bronzee del portale dono dell’artista locale Marcello Tommasi.

The building, despite the repeated restorations carried out over time, has maintained its original architectural beauty by combining the Romanesque and Lombard styles with sixteenth and seventeenth century elements such as the adjacent well by the Pietrasanta artist Giuseppe Stagi or modern ones such as the bronze tiles of the portal, a gift from the local artist Marcello Tommasi.

All’interno si trovano affreschi trecenteschi come il San Cristoforo, protettore dei pellegrini, oppure il Cristo Pantocratore sulla volta dell’abside.

La pieve era collocata sul percorso della Via Francigena con al suo fianco una struttura “spedale” dei pellegrini.

Inside there are fourteenth-century frescoes such as Saint Christopher, protector of pilgrims, or Christ Pantocrator in the apse.
The pieve was located on the route of the Via Francigena with a “hospital” structure for pilgrims at its side.


IL PAESAGGIO Anche il paesaggio ha subito importanti opere strutturali come la costruzione di migliaia di terrazzamenti con muri a secco di pietra calcarea locale che caratterizzano queste colline in particolare per la coltivazione dell’ olivo. Il pregio particolare di quest’olio è documentato già nei testi mediovali, e ancora oggi grazie al suo habitat rimasto intatto è possibile vedere olivi millenari.

THE LANDSCAPE The landscape has also undergone important structural works such as the construction of thousands of terraces with dry stone walls that characterize these hills planted with olive trees. The particular value of this oil is already documented in medieval texts, and even today, thanks to its still intact habitat, it has maintained its original characteristics and thousand-year-old olive trees can still be seen.

Insieme all’olivo la coltivazione della vite, di agrumi, ma anche del gelso favorito dall’antica manifattura lucchese della seta, oppure della canapa, hanno per millenni rappresentato l’economia agricola del luogo.

Together with the olive tree, the cultivation of vines, citrus fruits, but also the mulberry favored by the ancient Lucca silk manufacturing, or hemp, have represented the agricultural economy of the place for millennia.

Oltre alle specie coltivate, all’interno di questo ambiente naturale prosperano specie botaniche selvatiche rare tra cui le orchidee mentre abbondano piante spontanee commestibili (erbucci, asparagi) ancora parte della catena alimentare locale e turistica. 

In addition to cultivated species, rare wild botanical species thrive within this natural environment and wild edible plants (herbs, asparagus) still cherished by locals and tourists alike abound.

 


FAUNA

Anche la fauna ha trovato un habitat protette con rare specie di serpenti, oppure daini, volpi, istrici… oltre alle molteplici specie di uccelli che nidificano in quest’area tra cui l’upupa, il cuculo, l’usignolo, il picchio muratore, il verzellino. Sono stanziali, o svernanti la capinera, l’averla piccola, lo scricciolo, il rampichino, il torcicollo, il codibugnolo, lo storno, il fringuello, il regolo, il verdone, lo zigolo, il luì piccolo, la ballerina bianca, il pettirosso, la balia nera, la cincia bigia, la cincia mora, la cincallegra, la cinciarella, il picchio verde, la taccola, il passero solitario, il merlo grattaiolo, la ghiadaia, la nocciolaia. Sulle sponde del torrente Baccatoio si trova il martin pescatore. Tra i rapaci vi sono la poiana, il falco pellegrino, il barbagianni, il gufo, l’allocco, la civetta e l’assiolo.

Also the fauna has found a protected habitat here with rare species of snakes, or deer, foxes, porcupines… the hoopoe and multiple other species of birds nest in this area.

Disegni Franca Moriconi


UN CAMMINO PIETRASANTA-VALDICASTELLO (ROUTE)

Pietrasanta fondata nel 1244 si trova a solo 600m di distanza dall’imbocco della valle di Valdicastello, dove è documentato il primo nucleo abitativo di quest’area risalente al Bronzo Tardo (1100-900 a.C.).

Oggi area verde ancora incontaminata, rappresenta il giardino della città insieme alle colline di Capriglia e Capezzano Monte, percorso quotidianamente da escursionisti e pellegrini della via Francigena.

Pietrasanta, founded in 1244, is located just 600m away from the entrance to the Valdicastello valley, where the first settlement in this area dating back to the Late Bronze Age (1100-900 BC) is documented.

Today a still uncontaminated green area, it represents the city’s garden together with the hills of Capriglia and Capezzano Monte, crossed daily by hikers and pilgrims of the Via Francigena.


VALDICASTELLO

Sulla sommità della valle si trova il borgo di Valdicastello che ha dato i natali a Giosuè Carducci, poeta premio Nobel della letteratura nel 1906, di cui è visitabile la casa nel centro del paese. Il padre, medico, era al servizio della Società Mineraria del Cav. Perres che gestiva le miniere di piombo argentifero del Bottino (Ruosina – Stazzema) e di Valdicastello con l’obbligo di essere presente durante l’esplosione delle mine.

At the head of the valley lies the village of Valdicastello, the birthplace of Giosuè Carducci, the 1906 Nobel Prize winner in Literature, whose house in the village center is open to visitors. His father, a doctor, worked for the Società Mineraria del Cav. Perres, which managed the silver-lead mines of Bottino (Ruosina – Stazzema) and Valdicastello, and was required to be present during mine blasting operations.

Il paese ha mantenuto le sue caratteristiche originarie, con case rustiche in pietra calcarea locale che si snodano lungo il torrente Baccatoio e la via carreggiabile. Al centro si trova un bellissimo lavatoio (Le Tre Fontane), mentre i toponimi dei vari quartieri – Firenze, Allegro, Parigi testimoniano la stratificata storia del luogo, come Parigi per la presenza di minatori francesi nell”800.

The village has retained its original character, with rustic houses built of local limestone that wind along the Baccatoio stream and the main road. In the center stands a beautiful wash house (Le Tre Fontane), while the names of the various neighborhoods—Firenze, Allegro, and Parigi—bear witness to the area’s rich history, where “Parigi” indicated the presence of French miners during the XIX century.

Durante la Seconda Guerra Mondiale fu paese di rifugio per gli sfollati della piana e grazie al parroco locale Don Libero Raglianti area di cure ospedaliere oltre che di assistenza e salvezza dalle percusecuzioni nazi-fasciste.

During World War II, it served as a refuge for displaced persons from the plain, and thanks to the local parish priest, Don Libero Raglianti, it became a place where people could receive medical care as well as assistance and protection from Nazi-Fascist persecution.

Don Libero, fu fatto prigioniero il giorno dell’eccidio di Sant’Anna – 12 agosto 1944 – durante la discesa a valle dei reparti nazisti, e venne successivamente giustiziato. A lui è dedicato un monumento di fronte alla parrocchia principale, la Chiesa di San Giuseppe.

Don Libero was taken prisoner on the day of the Sant’Anna massacre—August 12, 1944—as Nazi units were advancing down into the valley, and was later executed. A monument in his honor stands in front of the main parish church, the Church of St. Joseph.

La Chiesa di San Giuseppe è stata edificata tra il 1820 e il 1827 su un più antico oratorio, alcuni arredi interni, come l’altare maggiore del 1600 provengono dalla Pieve di San Giovanni.

The Church of St. Joseph was built between 1820 and 1827 on the site of an older oratory; some of the interior furnishings, such as the high altar dating from the 1600s, come from the Pieve di san Giovanni e Santa Felicita.

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Santa Maria Maddalena Una seconda cappella in pietra calcarea locale si trova sulla sommità del paese, Santa Maria Maddalena, ristrutturata più volte e non in buono stato di conservazione ha perso alcuni dei suoi elementi originari, tuttavia l’origine sembra essere molto antica sicuramente attribuibile al 1125 come documentato da una lapide funeraria al suo interno.

A second chapel built of local limestone is located at the top of the village. Known as Santa Maria Maddalena, it has been renovated several times and is not in good condition; it has lost some of its original features. Nevertheless, its origins appear to be very ancient, and it can certainly be traced back to 1125, as documented by a tombstone inside the chapel.

Bellissima è la vista dalla Madonna del Pizzetto, una terrazza panoramica sulla vallata raggiungibile con una passeggiata un po’ ripida dal centro del paese.

The view from Madonna del Pizzetto is breathtaking; it’s a panoramic terrace overlooking the valley, accessible via a slightly steep walk from the town center.